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Sempre in movimento: come Emile prospera immergendosi in nuovi contesti
Oggi, Emile lavora presso un'azienda siderurgica europea, dove aiuta a standardizzare e migliorare i sistemi IT che supportano le operazioni della supply chain e del servizio clienti in diverse fabbriche. È un ruolo che lo colloca esattamente tra il business e l'IT: uno spazio in cui può combinare la sua mente analitica, il suo background tecnico e la sua abilità più forte: la comunicazione empatica.
Immergersi in nuove avventure
Per Emile, ogni nuovo incarico inizia sempre nello stesso modo: immergersi prima, analizzare dopo. Invece di fare affidamento esclusivamente sulla documentazione, che “o non esiste o non corrisponde alla realtà”, entra direttamente nel flusso operativo. “Mi unisco ai team, vedo come lavorano realmente, comprendo le loro routine e apprendo perché vengono prese determinate decisioni”, dice. “Solo così si può seguire l’intero contesto.”
È un metodo che ha affinato in tre settori molto differenti: R&D nel settore automobilistico, infrastrutture ferroviarie e, ora, l’industria siderurgica europea. Ogni volta parte da zero. Ogni volta ricostruisce la fiducia da capo. Ogni volta si adatta a un nuovo ambiente culturale e tecnico. “È qualcosa di cui ho realmente bisogno”, afferma Emile. “Nuovi ambiti, nuove persone, nuove sfide. Questo movimento mi mantiene energico.”
La comunicazione empatica è essenziale.
Nell’attuale progetto, il compito principale è valutare e preparare uno strumento standard per la gestione della supply chain, da implementare in diverse fabbriche europee. Queste fabbriche hanno tutte storie, processi e sistemi propri. Portarle su una piattaforma condivisa significa coordinare non solo le differenze tecniche, ma anche quelle emotive.
“Ecco perché la comunicazione empatica è fondamentale,” spiega Emile. “Le persone raramente adottano una posizione per ragioni puramente operative. Spesso ci sono storia, senso di appartenenza o orgoglio alla base. Devi comprendere sia il contenuto che ciò che lo sostiene.”
La sua formazione ingegneristica aiuta Emile a costruire credibilità con i team tecnici. Una sorta di “lasciapassare”, come lo definisce lui. Tuttavia, è la capacità di ascoltare tra le righe che rende la collaborazione più semplice.
Assumiti la tua responsabilità
Emile non è una persona che aspetta un titolo formale prima di agire. «La lezione più grande che ho imparato e cerco di trasmettere è di non aspettare che ti venga assegnata una responsabilità», dice. «Se qualcosa ti attrae, prendila in mano. Allineati con il tuo manager, ma non aspettare il permesso per contribuire.» È questa mentalità che gli ha permesso di crescere da giovane ingegnere a collegamento affidabile tra business e IT in diversi settori.
Alla domanda su perché sia rimasto in TMC per oltre un decennio, la sua risposta è chiara: «TMC è sempre stato un partner su cui posso contare. Considerano ciò che è meglio per me come persona e come professionista, indipendentemente dal mio cliente o progetto. Questo supporto rende facile rimanere e continuare a crescere.»
TMC lo aiuta anche a bilanciare i suoi progetti impegnativi con qualcosa di altrettanto impegnativo: allenarsi per competere nel triathlon. «È una parte importante della mia vita. TMC lo comprende. Lo tengono in considerazione quando mi assegnano nuovi progetti,» dice Emile.
Sempre in movimento e in evoluzione
Guardando indietro a dieci anni di continuo cambiamento, Emile vede un filo conduttore chiaro: cresce in movimento. Nuove industrie, nuove fabbriche, nuovi sistemi, nuove persone. Ogni ambiente lo spinge a reimparare, ristabilire connessioni e reinventare il modo in cui lavora. È esattamente ciò che gli piace di più.
“Mi piace scoprire come funzionano le cose. Ogni progetto, fabbrica e team mi offre l'opportunità di immergermi in qualcosa di nuovo. Ed è lì che dò il massimo.”
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