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Accendere il potenziale: un approccio umano alla gestione dei progetti
Lavorare su scala globale
Antonio è entrato a far parte di TMC sette anni fa e, negli ultimi cinque anni, ha lavorato principalmente con una multinazionale tedesca: un leader globale nelle tecnologie adesive, cura della bellezza, e cura del bucato e della casa. Le sue giornate lavorative iniziano spesso presto con riunioni online a Shanghai, dove dirige un progetto per la costruzione di un nuovo impianto produttivo. Nel pomeriggio, la sua attenzione si sposta in Messico, dove supervisiona tre progetti distinti, tra cui la costruzione di un nuovo stabilimento e diversi progetti Brownfield.
Allo stesso tempo, Antonio sta supportando un progetto farmaceutico in Italia per una multinazionale dedicata alla raccolta di plasma e alla produzione di terapie derivate dal plasma. Queste terapie sono utilizzate per trattare e prevenire condizioni rare e gravi, come disturbi della coagulazione e neurologici, oltre a immunodeficienze.
È proprio questa varietà che lo rende così fedele a TMC. “Grazie a TMC, posso lavorare su progetti diversi in tutto il mondo. Questo mi dà energia e mi rende felice,” afferma.
Insegnante, mentore e apprendista per tutta la vita
Parallelamente al suo lavoro nell'industria, Antonio insegna anche gestione dei progetti alla LUISS Business School, una delle istituzioni più prestigiose d'Italia. Lì condivide la sua esperienza non solo sulla pianificazione e gestione dei rischi, ma anche sullo sviluppo di carriera e sull'importanza delle soft skills. “Credo fermamente nell'importanza di guidare i giovani. Non solo fornire loro gli strumenti, ma aiutarli a costruire fiducia e direzione.”
Preferisce definirsi un mentore. “Voglio comprendere, connettermi e supportare,” dice. E guida attraverso l'esempio: Antonio è un appassionato studioso. Investe molto nei libri. Non quelli su “come diventare un leader”, ma quelli che trattano competenze tecniche e comportamentali che richiedono autoriflessione. Inoltre, frequenta corsi di alto livello per dirigenti in tutta Europa.
“Devi essere in grado di guardarti allo specchio,” dice. “Accettare le tue debolezze. O le migliori, oppure ti circondi di persone che possano complementarle. È così che funzionano i grandi team. La gestione dei progetti non è mai un lavoro da solista.”
Il potere delle soft skills
Per Antonio, le soft skills sono il cuore di una gestione progetti efficace. “Puoi imparare le basi del project management, come tempo, costi e ambito, in due anni. Ma ciò che fa la differenza sono il comportamento, la comunicazione e l'empatia.” Alla fine, la gestione dei progetti riguarda le persone.
Sebbene riconosca il potenziale dell'IA nel settore, lancia anche un monito. “Non lasciate che l'IA sostituisca la costruzione del team. Quel processo iniziale, in cui le persone si riuniscono per creare un piano, è il momento in cui si costruiscono motivazione e fiducia. Se lo si salta, si rischia di perdere qualcosa di essenziale.”
Nessuna scala gerarchica, solo scopo e impatto
Dove molti professionisti inseguono promozioni e stipendi sempre più alti, Antonio ha una visione diversa. “Non voglio diventare direttore”, dice. “Il mio obiettivo nei prossimi anni? Avviare un'organizzazione non profit che offra formazione gratuita in project management a persone con risorse limitate o a quelle che incontrano ostacoli nei sistemi educativi tradizionali, come la comunità sorda”.
Antonio Bonanni è la prova vivente che una grande gestione dei progetti non riguarda solo fogli di calcolo, scadenze o certificati. Si tratta di persone, passione e apprendimento continuo. Il suo approccio unisce eccellenza tecnica e autentica connessione umana. E questo lo rende una forza potente, sia all'interno di TMC che ben oltre.
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